Presidi territoriali

C.C.I.A.A. di

Napoli

Produzioni tipiche

Comparto

Produzioni tipiche, florovivaismo, molitorio e pastificazione, vitivinicolo, liquori (limoncello)

Sintesi complessiva dell'intervento

La Camera di Commercio di Napoli è da tempo impegnata nello sviluppo di iniziative finalizzate alla riscoperta delle numerose produzioni tipiche di questa provincia, ed in particolare di quelle agroalimentari, che rappresentano una testimonianza rilevante di genuinità e di legame con la tradizione.

Dagli ortaggi alla frutta, dai formaggi ai salumi, dall'olio al vino, dalla pasta e fino all'inimitabile pizza, tanti sono, infatti, i prodotti napoletani, e della tradizione mediterranea, frutto di esperienze locali, che vale sicuramente la pena di recuperare e salvaguardare.

In tale contesto, l'intervento promosso dalla Camera di Commercio di Napoli, nell'ambito del Programma DIT, è diretto alla valorizzazione di specifiche produzioni tipiche del territorio di Napoli e provincia, che si riferiscono a differenti comparti agroalimentari.

In particolare, l'intervento si articola in tre filoni principali di attività:

  1. Assistenza alla realizzazione/organizzazione di eventi e di strutture permanenti per la promozione di due prodotti agroalimentari tipici: la pizza ed il vino.
  2. Nell'ambito di tali attività, l'intervento DIT prevede:

    1. Supporto consulenziale all'organizzazione ed alla promozione della manifestazione Pizza Fest
    2. L'Associazione Vera Pizza Napoletana intende organizzare la prima vera manifestazione di promozione, a livello nazionale ed internazionale, della pizza napoletana: il Pizza Fest.

      A riguardo, l'obiettivo dell'intervento DIT consiste nell'assistenza alla definizione del programma di dettaglio della manifestazione ed alla stesura del piano di promozione.

      Nel corso di tale evento, inoltre, si individua uno specifico spazio dedicato alle possibili combinazioni di consumo della pizza napoletana e del vino locale, in particolare dell'Asprinio.

      La manifestazione è progettata all'interno del Programma DIT, con la collaborazione di esperti di entrambi i prodotti agroalimentari ed in generale dei prodotti che compongono la dieta mediterranea.

    3. Studio di fattibilità per la realizzazione di una Enoteca Regionale
    4. Da tempo, le amministrazioni locali hanno espresso l'intenzione di creare una struttura regionale finalizzata alla raccolta dell'ampia produzione vinicola campana, ma anche all'organizzazione di iniziative di promozione, valorizzazione e rilancio, a livello nazionale ed internazionale, della varia e ricca gamma di vini della Campania, tra i quali è elevata la presenza di vini a denominazione di origine.

      In tale ottica, obiettivo dell'intervento DIT è, pertanto, realizzare uno studio di fattibilità propedeutico alla creazione di una enoteca regionale. Ciò comporta:

    • l'organizzazione di incontri con i produttori e le Amministrazioni per la definizione della strategia di intervento;
    • la definizione del pacchetto di offerta dell'Enoteca Regionale;
    • la definizione delle modalità operative di funzionamento (strutture, organizzazione, dotazioni);
    • la stesura del piano di promozione;
    • la stima dei fabbisogni finanziari ed individuazione delle fonti di finanziamento dell'iniziativa;

  3. Attività di assistenza e/o consulenza in quattro settori produttivi rilevanti dell'economia locale.
  4. Le attività di assistenza e/o consulenza riguardano le seguenti filiere produttive:

    • florovivaistica,
    • vitivinicola,
    • molitoria e della pastificazione;
    • della produzione del limoncello.

    Gli obiettivi e le attività operative relativi agli interventi di settore sono di seguito dettagliati.

     

  5. Azioni a supporto della penetrazione nei canali distributivi.

Nell'ambito del progetto di valorizzazione delle produzioni tipiche della provincia di Napoli, tale filone di attività è diretto alla definizione di nuove opportunità di sviluppo commerciale attraverso un raccordo più stretto con i canali distributivi della Grande Distribuzione Organizzata.

Obiettivo del DIT è, in particolare, la realizzazione di un ciclo di incontri con i buyer della Grande Distribuzione Organizzata, finalizzati all'analisi delle modalità, delle condizioni e degli strumenti per l'accesso a tale canale distributivo.

Obiettivi del comparto florovivaistico

Assistere le imprese nel processo di miglioramento qualitativo della produzione e della commercializzazione dei prodotti florovivaistici.

Favorire l'introduzione in azienda dei Sistemi di Assicurazione della Qualità.

Articolazione degli interventi

Seminari informativi e di sensibilizzazione sulla Qualità Totale

I seminari hanno l'obiettivo di illustrare l'importanza dell'introduzione in azienda della cultura della Qualità e delle procedure ad essa connesse, al fine del miglioramento della soddisfazione del cliente, dell'efficienza interna e del posizionamento sul mercato.

Check up aziendali per la rilevazione delle motivazioni e delle esigenze connesse all'introduzione della Qualità Totale

Le diagnosi aziendali sono finalizzate:

  • all'analisi completa delle caratteristiche aziendali,
  • alla rilevazione, attraverso la stesura di flow-chart e documenti organizzativi, di tutte le procedure aziendali aventi impatto sulla Qualità,
  • alla verifica della concreta applicazione in azienda delle procedure di Qualità,
  • all'analisi delle possibili modifiche da apportare alle procedure al fine di eliminare eventuali criticità e di adattarle alla normativa ISO.

Incontri individuali con le aziende per l'analisi dei risultati dei check up aziendali

Gli incontri sono diretti all'analisi dei risultati dei check up aziendali, al fine di definire le criticità specifiche di ogni realtà produttiva, in vista dell'introduzione dei Sistemi di Qualità Totale.

Assistenza diretta in azienda per la rimozione delle criticità individuate con i check up aziendali e per l'approntamento delle condizioni funzionali all'introduzione della Qualità

Assistenza diretta in azienda per la predisposizione delle procedure di Qualità

Realizzazione del Manuale della Qualità

Assistenza tecnica nell'applicazione dei Sistemi di Qualità Totale

Percorso formativo sulla gestione delle procedure e dei Sistemi di Qualità Aziendale

Il percorso formativo articolato in fasi di formazione in aula ed in visite in aziende ed in centri specializzati, ha l'obiettivo di approfondire i seguenti argomenti:

  • il concetto di Qualità e la sua evoluzione;
  • la definizione di un Sistema di Qualità Aziendale;
  • le implicazioni connesse all'adozione di un Sistema di Qualità in termini di forma organizzativa aziendale, struttura dei costi, posizionamento di mercato e della concorrenza;
  • il processo di certificazione e le norme ISO;
  • il processo di miglioramento della Qualità.

Rilevanza strategica degli interventi

Nella provincia di Napoli, ed in particolare nell'area vesuviana, il settore florovivaistico rappresenta un'importante realtà, consolidatasi nel tempo grazie alla favorevole combinazione di fattori pedoclimatici ed economici.

Nato intorno agli anni '30 da alcuni contadini desiderosi di orientarsi verso produzioni intensive e più remunerative di quella degli ortaggi, negli anni ha conosciuto uno sviluppo rapido ed intenso. Oggi, il settore contribuisce, infatti, con circa 315 miliardi (63% del totale) alla formazione della produzione lorda vendibile di fiori e piante di tutta la Campania.

Le aziende floroviviastiche, concentrate lungo la fascia costiera vesuviana e nell'area stabiese-pompeiana, sono oltre 2.000 ed occupano 730 ettari di superficie coltivata, pari al 67% dell'intera superficie floricola regionale.

Il settore nel complesso si caratterizza per la notevole flessibilità produttiva; la modernità degli impianti; la diffusione delle colture fuori suolo, che determinano modalità produttive fondate su un uso più razionale delle risorse e dei mezzi tecnici. Esso, inoltre, si distingue per il dinamismo e la tenacia degli operatori locali, costantemente alla ricerca di nuove soluzioni tecniche e commerciali che consentano alle produzioni napoletane di acquisire maggiore rilevanza in ambito nazionale ed internazionale.

In tale contesto, gli interventi da realizzare nell'ambito del Programma D.I.T. rispondono alla precisa esigenza, manifestata degli operatori locali, di raggiungere standard qualitativi elevati sia nella fase di produzione che in quella di commercializzazione dei prodotti florovivaistici. Ciò al fine di creare le condizioni necessarie per l'introduzione nelle aziende del comparto dei sistemi di Assicurazione della Qualità.

Per la loro realizzazione è ipotizzabile l'integrazione con organismi e/o programmi locali.

Obiettivi del comparto Molitorio e della Pastificazione

Sostenere ed affiancare le imprese nell'introduzione delle procedure di garanzia della sicurezza e dell'igiene della pasta, ed in particolare del metodo HACCP.

Sviluppare nelle imprese la cultura della Qualità.

Articolazione degli interventi

Seminari informativi sull'applicazione del metodo HACCP

Nel corso di tali incontri vengono analizzati:

  • i potenziali rischi di contaminazione igienica della pasta;
  • le fasi ed i processi in cui si possono verificare tali rischi;
  • le decisioni da adottare riguardo ai punti del processo in cui possono verificarsi tali rischi;
  • le procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici;
  • le modalità di riesame periodico, ed in occasione di variazioni del processo, di analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza.

Autodiagnosi aziendali delle procedure utilizzate per il rispetto della sicurezza e dell'igiene della pasta

Incontri individuali con le aziende per l'analisi delle criticità evidenziate dalle autodiagnosi aziendali

Assistenza diretta in azienda per l'analisi dei rischi e per il controllo dei punti critici del processo produttivo

Tale attività è finalizzata alla:

  • rilevazione delle procedure aziendali per la garanzia della sicurezza e della salubrità della pasta;
  • individuazione degli aspetti critici del processo produttivo, ed in particolare dei rischi di contaminazione igienica della pasta;
  • rilevazione di eventuali procedure di autocontrollo per la sorveglianza dei punti critici del processo produttivo.

Assistenza tecnica nell'adozione delle misure necessarie per l'adeguamento alla normativa sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti (d.lgs n.155/97)

Tale attività è finalizzata alla definizione:

  • delle procedure di controllo e sorveglianza dei punti critici del processo produttivo;
  • delle decisioni da adottare sui punti del processo in cui tali rischi si possono verificare;
  • delle modalità di riesame periodico dei punti critici.

Seminari informativi e di sensibilizzazione sulla Qualità Totale

Percorso formativo sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti, sui Sistemi di Qualità Totale e sulla certificazione a norme ISO

Il corso, articolato in una fase di formazione in aula ed in visite in aziende e centri specializzati, mira ad approfondire i seguenti argomenti:

  • la sicurezza e l'igiene degli alimenti: analisi dei principali rischi di contaminazione;
  • le procedure dirette a garantire la salubrità degli alimenti;
  • il metodo HACCP e la sua applicazione al processo produttivo;
  • il concetto di Qualità e la sua evoluzione;
  • la definizione di un Sistema di Qualità Aziendale;
  • le implicazioni connesse all'adozione di un Sistema di Qualità in termini di forma organizzativa aziendale, struttura dei costi, posizionamento di mercato e della concorrenza;
  • il processo di miglioramento della Qualità.

Rilevanza strategica degli interventi

La Campania e, in particolare, la provincia di Napoli vantano una lunga e ricca tradizione nel settore molitorio e della pastificazione. In queste zone molte sono, infatti, le aree produttive di eccellenza, cui numerose testimonianze fanno risalire le origini delle prime tipologie di pasta.

Dopo anni di costante sviluppo, l'attività di produzione si avvale oggi di tecnologie piuttosto avanzate e di processi produttivi continui ed automatizzati, non più soggetti al clima ed alla perizia degli operatori.

In tale contesto, gli interventi diretti all'introduzione delle procedure di garanzia della sicurezza e dell'igiene della pasta, nonché alla diffusione della cultura della Qualità, promossi nell'ambito del DIT, rappresentano il punto di partenza di un più ampio processo di miglioramento del livello qualitativo delle produzioni, al quale da tempo sono interessate ed orientate le imprese locali.

Obiettivi del comparto Vitivinicolo

Consolidare e migliorare il livello qualitativo della produzione vinicola, supportando le imprese locali nell'introduzione:

  • delle procedure di garanzia della sicurezza e dell'igiene del vino, ed in particolare del metodo HACCP;
  • della cultura della Qualità Totale.

Articolazione degli interventi

Seminari informativi sull'applicazione del metodo HACCP

Nel corso di tali incontri si analizzano:

  • i potenziali rischi di contaminazione igienica del vino;
  • le fasi ed i processi in cui si possono verificare tali rischi;
  • le decisioni da adottare riguardo ai punti del processo in cui possono verificarsi tali rischi;
  • le procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici;
  • le modalità di riesame periodico, ed in occasione di variazioni del processo, di analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza.

Autodiagnosi aziendali delle procedure utilizzate per il rispetto della sicurezza e dell'igiene del vino

Incontri individuali con le aziende per l'analisi delle criticità evidenziate dalle autodiagnosi aziendali

Assistenza diretta in azienda per l'analisi dei rischi e per il controllo dei punti critici del processo produttivo

Tale attività è finalizzata alla:

  • rilevazione delle procedure aziendali per la garanzia della sicurezza e della salubrità del vino;
  • individuazione degli aspetti critici del processo produttivo, ed in particolare dei rischi di contaminazione igienica del vino;
  • rilevazione di eventuali procedure di autocontrollo per la sorveglianza dei punti critici del processo produttivo.

Assistenza tecnica nell'adozione delle misure necessarie per l'adeguamento alla normativa sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti (d. lgs n.155/97);

Tale attività è finalizzata alla definizione:

  • delle procedure di controllo e sorveglianza dei punti critici del processo produttivo;
  • delle decisioni da adottare sui punti del processo in cui tali rischi si possono verificare;
  • delle modalità di riesame periodico dei punti critici.

Seminari informativi e di sensibilizzazione sulla Qualità Totale

Percorso formativo sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti, sui Sistemi di Qualità Totale e sulla certificazione a norme ISO

Il corso si articola in una fase di formazione in aula ed in visite in aziende e centri specializzati.

In particolare, si approfondiscono i seguenti argomenti:

  • la sicurezza e l'igiene degli alimenti: analisi dei principali rischi di contaminazione;
  • le procedure dirette a garantire la salubrità degli alimenti;
  • il metodo HACCP e la sua applicazione al processo produttivo;
  • il concetto di Qualità e la sua evoluzione;
  • la definizione di un Sistema di Qualità Aziendale;
  • le implicazioni connesse all'adozione di un Sistema di Qualità in termini di forma organizzativa aziendale, struttura dei costi, posizionamento di mercato e della concorrenza;
  • il processo di miglioramento della Qualità.

Rilevanza strategica degli interventi

Nell'ambito della Campania, la provincia di Napoli si caratterizza per una produzione vitivinicola di buon livello qualitativo.

Dai molteplici vitigni, in particolare autoctoni, nell'area napoletana si realizzano svariate tipologie di vino, tra cui numerose D.O.C. ed I.G.T., utilizzando tecnologie piuttosto all'avanguardia.

La struttura produttiva è costituita da circa 12.000 imprese, che rappresentano il 10% del totale campano.

In questa provincia, gli interventi da realizzare nell'ambito del D.I.T., diretti all'introduzione in azienda del metodo HACCP, nonché della cultura della Qualità, rispondono alla esigenza degli operatori locali di miglioramento qualitativo delle produzioni.

Tali interventi consentiranno tra altro di consolidare l'immagine delle aziende napoletane non solo a livello regionale, ma anche nazionale ed internazionale.

Le azioni relative alla Qualità, in particolare, risultano particolarmente innovative in un settore, quale è quello vitivinicolo, in cui sono ancora poche le aziende orientate alla Qualità.

Obiettivi del comparto dei Liquori (limoncello)

Supportare le imprese nella realizzazione di azioni per lo sviluppo del ciclo tecnologico della produzione del limoncello.

Articolazione degli interventi

Azioni formative sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti, sul metodo HACCP e sulla Qualità Totale

Tale fase prevede la realizzazione di:

  • un ciclo di seminari finalizzati all'analisi delle caratteristiche del metodo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) per il controllo dei processi produttivi dei prodotti alimentari (d.lgs. n o155/97);
  • un corso di formazione rivolto a quadri tecnici ed imprenditori locali, sulla Qualità Totale.

Diagnosi preliminari sulle aziende

Tale fase prevede la realizzazione delle seguenti attività:

a) Determinazioni chimiche e microbiologiche;

b) Autodiagnosi delle procedure utilizzate per il rispetto della sicurezza e dell'igiene del limoncello;

c) Incontri individuali con le aziende per l'analisi dei risultati delle precedenti fasi di diagnosi.

Predisposizione di una procedura per la realizzazione delle determinazioni chimiche e microbiologiche

Assistenza diretta in azienda per l'analisi dei rischi e per il controllo dei punti critici del processo produttivo

Tale attività è finalizzata alla:

  • rilevazione delle procedure aziendali per la garanzia della sicurezza e della salubrità del limoncello;
  • individuazione degli aspetti critici del processo produttivo, ed in particolare dei rischi di contaminazione igienica del limoncello;
  • rilevazione di eventuali procedure di autocontrollo per la sorveglianza dei punti critici del processo produttivo.

Assistenza tecnica nell'adozione delle misure necessarie per l'adeguamento alla normativa sulla sicurezza e sull'igiene degli alimenti (d. lgs n.155/97)

Tale attività è finalizzata alla definizione:

  • delle procedure di controllo e sorveglianza dei punti critici del processo produttivo;
  • delle decisioni da adottare sui punti del processo in cui tali rischi si possono verificare;
  • delle modalità di riesame periodico dei punti critici.

Rilevanza strategica degli interventi

In Campania, il comparto della produzione del limoncello è la naturale derivazione di una delle attività agricole più tipiche del mediterraneo: la coltivazione del limone, ed in particolare del famoso limone ovale di Sorrento.

Dopo la Sicilia, in questa regione si estende la maggiore superficie coltivata a limoni, per una produzione complessiva pari, nel 1995, a 326.310 quintali.

Attualmente, le aziende della provincia di Napoli sono impegnate in un processo di valorizzazione dei propri prodotti, di cui una fase determinante è rappresentata dalla definizione ed adozione del disciplinare tecnico di produzione per l'ottenimento del marchio di tutela del "tradizionale liquore di limoni di Sorrento e di Capri".

Le attività promosse dal Programma D.I.T. si inseriscono, pertanto, in tale contesto con l'obiettivo di supportare le suddette aziende in interventi mirati all'accrescimento del livello qualitativo, attraverso lo sviluppo del ciclo tecnologico della produzione del limoncello.

 


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